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Progetto Nebbia

Le recenti problematiche sopravvenute nella razza in Italia a causa della Mielopatia Degenerativa, hanno spinto il Consiglio Direttivo di Hovawart Club Italia ad attivarsi immediatamente, nel ri­spetto dello Statuto Sociale che ne detta gli obiettivi. Grazie alla disponibilità ed alla professionali­tà dei Proff.  Medici Veterinari Gualtiero Gandini e Fabio Gentilini, rispettivamente specialisti in Neurologia e Neuropatologie e Biotecnologie Cellulari e Molecolari dell'Universita' di Bologna, siamo lieti e orgogliosi di presentare il:

PROGETTO di RICERCA sulla MIELOPATIA DEGENERATIVA

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BOLOGNA “ALMA MATER STUDIORUM” 

in collaborazione con 

HOVAWART CLUB ITALIA
 

PREMESSA

La mielopatia degenerativa (MD) è una patologia neurodegenerativa ad insorgenza tardiva (>9anni in media), frequente in alcune razze canine e caratterizzata da deficit neurologici; debo­lezza e atassia a carico inizialmente degli arti posteriori che tende a progredire con l’interessamento degli arti anteriori e la comparsa di tetraplegia e morte. 

Evidenze recenti hanno identificato nella MD del cane un modello spontaneo di Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) dell’uomo. Entrambe le patologie, infatti, sono associate a mutazioni germi­nali del gene superossido-dismutasi1. 

In particolare in alcune razze canine (Pembroke Welsh Corgi, Boxer, Rhodesian Ridgeback, Pastore Tedesco e Chesapeake Bay Retriever)  è stata identificata la mutazione SOD1:c.118G>A che causa la sostituzione E40K. Tuttavia, mentre tutti i soggetti affetti da MD risultano omozi­goti per l’allele mutato, molti soggetti sani in età avanzata non presentano segni di patologia. La malattia nel cane ha una ereditarietà autosomica recessiva a penetranza incompleta, mentre nell’uomo la sclerosi laterale amiotrofica manifesta un’ereditarietà autosomica dominante.

Dopo l’iniziale scoperta dell’associazione tra MD e mutazione SOD1, studi indipendenti succes­sivi hanno confermato i primi risultati ed evidenziato elevate prevalenze in alcune razze canine.

La razza Hovawart è una razza di recente ricostruzione, a partire dagli anni ’30 in poi, la prima cucciolata è stata prodotta con una femmina di cane tipo accoppiata con un maschio Kuvasz, per la seconda è stato usato un maschio Leonberger, successivamente è stato introdotto il Terranova dell’epoca, più piccolo dell’attuale, il Pastore Tedesco,  e durante la seconda guerra mondiale una cagna definita nei libri di allevamento come “cagna selvaggia africana”, forse un Azawak. La cucciolata fondamentale per il genotipo ed il fenotipo dell’Hovawart è stata la cucciolata C Meyer Busch, degli anni ’30, che ha utilizzato 45% cane tipo, 12% Terranova, 15% Kuvasz, 28% Pastore Tedesco.

Esistono segnalazioni della presenza della mutazione SOD1 anche nella razza Hovawart. La prevalenza dell’allele malato condiziona l’approccio alle malattie genetiche negli animali d’affezione. In particolare malattie ereditarie con basse o bassissime prevalenze dell’allelle ma­lato consentono di attuare una politica di non riproduzione di soggetti carrier, per tendere all’eliminazione dell’allele dalla popolazione. Nel caso, invece, l’allele sia ampiamente preva­lente è chiaro che la sua eliminazione comporterebbe l’eliminazione tout court di intere linee di sangue, a detrimento di altri caratteri desiderabili della razza ed in definitiva pregiudicando quin­di l’esitenza stessa della razza. In questi casi, si tende a preferire un approccio orientato ad una riproduzione assistita dal test genetico in modo da evitare la nascita di soggetti malati. 

OBIETTIVI DEL PROGETTO

1) Determinare la frequenza allelica dell’allele null/null SOD1:c.118G>A nella popolazione di cani di razza Hovawart.

2) Allestire una bio-banca di DNA di cani di razza Hovawart.

3) Allestire una base di dati clinici della popolazione oggetto di studio tramite individuazione di uno o più soggetti che presentino sintomatologie riconducibili alla Mielopatia Degenerativa, da inviare al prof. Gualtiero Gandini per l’effettuazione di un quadro clinico completo di esami, pre e post mortem, al fine di certificare l’esistenza della malattia nella nostra razza. 

4) Valutazione prospettica della relazione genotipo SOD1-fenotipo per individuare eterogeneità fenotipica dovuta ad interazione di alleli in loci differenti. Questo aspetto ci inserisce diretta­mente nella ricerca che viene attualmente condotta su questa malattia e i cui presupposti in veri­fica sono che esista la possibilità di una “doppia mutazione” che fa esprimere la malattia.  Al momento attuale,  in altre razze, si è a conoscenza di intere linee di sangue testate DM/DM che non hanno prodotto soggetti malati ed altre in cui si è regolarmente conclamata la malattia gene­razione dopo generazione

ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO
Task1

Raccolta di campioni ematici da inviare all’Università (a cura di Hovawart Club Italia – le provette saranno fornite dal laboratorio dell’Università).

Verranno organizzate delle raccolte di sangue collettive e sistematiche in occasione degli eventi del club a cura del Hovawart Club Italia, tramite veterinari di fiducia.

Definizione delle modalità di arruolamento/inclusione nello studio (a cura di Hovawart Club Italia).

Le provette saranno campionate in modo anonimo sulla base di un numero di protocollo cui fa­ranno riferimento tutti i dati di cane e proprietario a cura di HCI.

La tenuta di questo registro, che consentirà, tra l’altro, di far conoscere al proprietario il risultato del test, sarà cura di Hovawart Club Italia.

Unitamente al campione di sangue verrà chiesta la sottoscrizione di una liberatoria da far firmare a tutti coloro i quali cederanno il sangue del proprio cane, sia per il conferimento dei dati, anche sanitari (dati sensibili),  sia per l’uso di tali dati a fini di ricerca e pubblicazione da parte dell’Università e del Club.

Task2

Estrazione DNA.

A cura del laboratorio dell'Università.

Task 3

Screening HRM/DHPLC e conferma con Sequenziamento.

A cura del laboratorio dell'Università.

 

A supporto del progetto l'Hovawart Club Italia,  in collaborazione con l'Università di Bologna, organizzerà  incontri conoscitivi sulla patologia cui interverranno i responsabili della Ricerca, Proff.ri Fabio Gentilini e Gualtiero Gandini.

Periodicamente, tramite i mezzi multimediali a disposizione, verranno informati  i soci degli incontri in programma e sullo stato di avanzamento dei lavori.

Viene, inoltre, istituita una raccolta di  fondi,  messi a disposizione della ricerca, provenienti da donazioni e da  richieste di contributi. 

Individuazione di un punto di riferimento univoco, volto a dare assistenza a proprietari e alleva­tori in caso di malattia conclamata, indirizzandoli direttamente al prof. Gandini.

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